Dopo il sisma del 30 ottobre 2016, le strade per Castelluccio di Norcia restarono a lungo chiuse: la viabilità tornò solo gradualmente — un primo accesso alternativo dal versante marchigiano nel 2018, mentre il versante umbro restava chiuso per i lavori — e fu il 2019 il primo anno in cui si poté davvero tornare a vendere. In quegli anni la lenticchia IGP, il tesoro del Pian Grande, poté raggiungere l'Italia quasi solo online: da lì nacque Campo di Lenticchia. A dieci anni di distanza, è la storia di un paese rimasto in piedi.
Il 30 ottobre 2016 la terra del centro Italia tremò per l'ultima, più violenta scossa di quella lunga sequenza. Castelluccio, sospeso sopra il Pian Grande, si ritrovò ferito e tagliato fuori: le strade interrotte, il borgo svuotato. E non per qualche settimana: raggiungere Castelluccio rimase quasi impossibile a lungo, con la viabilità ripristinata solo a tratti — un primo accesso alternativo dal versante marchigiano, via Forca di Presta, nel 2018, mentre il versante umbro restava chiuso per i lavori.
In quella terra, fra i prodotti che la rendono unica, la lenticchia regna sovrana. La Lenticchia di Castelluccio IGP non è solo un'eccellenza: è il raccolto che ogni estate accende il Pian Grande con la fioritura, ed è il reddito di decine di famiglie. Con le strade chiuse, non c'era più un modo per portarla a valle. Perderla avrebbe significato perdere due volte — la coltura e la comunità intorno.
Da qui nacque Campo di Lenticchia, l'iniziativa di Daniele Testa, di Castelluccio. L'idea era semplice e concreta: quando non si arrivava più via strada, ci si arrivava online. Le lenticchie vennero messe in vendita in un piccolo store, e ogni acquisto diventava un sostegno diretto ai produttori rimasti e una raccolta di fondi per il paese. Non beneficenza astratta: un prodotto vero, comprato da chi voleva tenere vivo Castelluccio.
Quella storia fu raccontata, nel 2017, da Shopify Italia, che la citò tra i primi esempi italiani di impresa sociale — «fare business per migliorare il mondo». L'articolo originale, nel tempo, è stato modificato e la menzione rimossa: resta conservata nell'archivio di Internet, a ricordare che un piccolo seme può diventare un modo per rialzarsi.
Quelle iniziative non erano isolate. Nel 2017 Daniele Testa aprì a Norcia Gestione Pagine, la prima startup innovativa dell'Umbria, nata proprio per aiutare — con il web e i social — le attività impantanate nella ricostruzione. Campo di Lenticchia, e più avanti La Montagnola, nacquero da quella missione.
Tra le prime nuove attività commerciali a ripartire ci fu La Montagnola: un giovane produttore rimasto a Castelluccio aveva i suoi prodotti ma non un modo per farli conoscere. Il metodo fu lo stesso, di nuovo a prezzo di costo: il suo primo negozio online, un post che raccontava la sua storia con la sua voce, e le campagne che lo spingevano dalla primavera fino a Natale. Quel post fece il giro d'Italia — ancora oggi conta oltre 106.000 reazioni e 54.000 condivisioni — e chi arrivava sul negozio comprava. Non serviva un grande budget: servivano una storia vera, raccontata bene, e un negozio pronto a ricevere chi arrivava.
Dieci anni dopo, la fioritura torna ogni estate a colorare il Pian Grande, i produttori sono di nuovo al lavoro, e Castelluccio continua a rimettersi in piedi — un raccolto alla volta.
30 ottobre 2016 — 30 ottobre 2026.
Resto in piedi.
Dietro Campo di Lenticchia e il lavoro digitale per i produttori di Castelluccio c'è Daniele Testa, di Castelluccio.